CIRCOLARE N.11-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: CREDITO IMPOSTA BENI STRUMENTALI

La legge di bilancio 2020 ha abolito super-ammortamento e iper-ammortamento sostituendoli con un credito d’imposta di misura diversa a seconda della tipologia dei beni. Per fruire di tale beneficio è stata introdotta una serie di nuovi adempimenti documentali la cui omissione comporta la revoca dell’agevolazione.

 

1. CREDITO DI IMPOSTA PER INVESTIMENTI (EX SUPER/IPER AMMORTAMENTO):

La legge di Bilancio 2020 ha apportato rilevanti novità riguardanti:

a) l’introduzione di un credito d’imposta sostitutivo di maxi e iper-ammortamento (vedasi ns. circolare n° 3/20 per maggiori dettagli sulla misura del credito e sulla tipologia di beni);

b) l’imposizione di obblighi documentali necessari per fruire del suddetto credito d’imposta.

La legge dispone infatti che i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

Per documentazione idonea a dimostrare la spettanza del beneficio si intendono le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati.

Le fatture e tutti gli altri documenti inerenti all’investimento devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni della Legge di Bilancio 2020, ivi intendendo una dicitura del tipo: “Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 184-194, Legge 160 del 27.12.2019”.

 

 N.B.: l’inadempienza di tale onere documentale può arrecare al beneficiario del credito d’imposta, in sede di controllo dell’Agenzia delle entrate, la revoca dell’agevolazione.

 

Ne deriva l’importanza, per i beneficiari, di attivarsi tempestivamente con i rispettivi fornitori dei beni al fine di assicurare la presenza del riferimento di legge in ogni documento attestante l’investimento, tenendo presente che tale onere grava indistintamente su tutti i beni per cui spetta il credito d’imposta ossia:

- Beni di cui alla Tabella A, Finanziaria 2017 (ex iperammortamento)

- Beni di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (industria 4.0) (ex maxiammortamento)

- Altri beni diversi da quelli di cui alle predette Tabelle A e B.

 

Per quanto concerne l’elencazione dei documenti idonei a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili nessuna specifica viene fatta dal legislatore.

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CIRCOLARE N.10-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: MODALITA' DI PRESENTAZIONE F24

Nell’ambito delle attività d’impresa e di lavoro autonomo si pone spesso il problema dell’eliminazione di beni (merci o più frequentemente beni ammortizzabili) obsoleti o non più utilizzabili. Di seguito riassumiamo le procedure da seguire onde evitare potenziali contestazioni.

 

1. PERDITA/DISTRUZIONE DEI BENI

Per i beni rientranti nella sfera aziendale o professionale vige la presunzione di cui all’art. 1 comma 1, del D.P.R. n. 441/1997 il quale stabilisce che: “si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, ne` in quelli dei suoi rappresentanti (sede legale, sede principale di svolgimento attività imprenditoriale, sedi secondarie, filiali, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi, depositi ed i mezzi di trasporto nella disponibilità dell'impresa).”

Ne deriva che qualora l’imprenditore/lavoratore autonomo non sia in grado di giustificare l’assenza dei beni rientranti nella propria sfera aziendale o professionale, il fisco può presumere che gli stessi siano stai venduti senza emissione di fattura, con tutte le conseguenze del caso.

Peraltro nella realtà quotidiana capita con una certa frequenza che beni aziendali vadano persi/distrutti. Ciò può essere causato:

1) da eventi fortuiti (es: incendi, allagamenti, terremoti, furti ecc.) ovvero

2) da scelte volontarie (es: rottamazione).

Con riferimento ai primi la giustificazione circa l’assenza dei beni è facilmente fornibile (denuncia sinistro assicurazione, denuncia di furto ecc.) mentre più articolata è la questione nel caso di perdita per scelta volontaria.

 

2. PERDITA/DISTRUZIONE DEI BENI PER SCELTA VOLONTARIA

Le modalità operative per la corretta giustificazione della perdita/distribuzione volontaria di beni possono essere ricondotte alle due seguenti fattispecie:

    2.1 DISTRUZIONE INDIRETTA

Normalmente viene utilizzata quando i beni possono essere già considerabili rifiuti (es. per beni rotti e non riutilizzabili, pc inutilizzabili, rimanenze di beni danneggiate ecc.).

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CIRCOLARE N.9-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: MODALITA' DI PRESENTAZIONE F24

Come anticipato nelle ns. circolari precedenti, a decorrere dal 1° gennaio 2020 sono state introdotte rilevanti novità in merito alle modalità di utilizzo e presentazione del mod. F24 sia per i titolari di partita IVA che per i soggetti “privati”.

 

COME SI PRESENTA IL MOD. F24

A seguito delle recenti novità introdotte, le modalità per la presentazione del mod. F24 sono le seguenti:

 

1. F24 CARTACEO:

La presentazione avviene presso una banca/Poste italiane spa o lo sportello di un concessionario della riscossione.

Questa modalità non può essere in ogni caso utilizzata dai titolari di partita IVA, nemmeno per effettuare versamenti non inerenti l’attività quali, ad esempio, l’IMU relativa agli immobili posseduti.

 

2. F24 TELEMATICO - BANCA:

La presentazione avviene telematicamente.

Il file telematico è spedito alla banca la quale effettua l’eventuale addebito e invia il mod. F24 all’Agenzia Entrate. Concretamente vengono utilizzati:

- il servizio bancario (circuito CBI o remote banking);

- i servizi di home banking se l’invio è effettuato dal contribuente.

 

Questa modalità è utilizzata:

- dagli intermediari che inviano un flusso contenente una pluralità di modd. F24 dei propri clienti;

- da ciascun contribuente utilizza in proprio tramite il servizio di home banking fornito dalle banche/Poste italiane.

 

3. F24 TELEMATICO – AGENZIA ENTRATE:

La presentazione avviene telematicamente.

Il file telematico è spedito all’Agenzia delle Entrate e successivamente, se il saldo presenta un debito, l’Agenzia invia il flusso alla banca per l’addebito.

I canali utilizzabili sono:

- Entratel per gli intermediari e i contribuenti di maggiori dimensioni (imprese con più di 20 dipendenti, società capogruppo, ecc.);

- Fisconline per tutti gli altri contribuenti (F24 Web o F24 online).

 

Questa modalità è prevalentemente utilizzata dagli intermediari per inviare il flusso di modd. F24 dei propri clienti attraverso il canale Entratel.

Il suo utilizzo da parte dei singoli contribuenti è subordinato al possesso del PIN rilasciato dall’Agenzia Entrate per utilizzare le procedure FISCONLINE-ENTRATEL.

 

4. LE REGOLE DAL 1.1.2020:

L’obbligo di utilizzare ENTRATEL/ FISCONLINE per la presentazione del mod. F24 ai fini dell’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, è esteso:

- ai crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta; è quindi necessario, per es. per il recupero, tramite compensazione, oltre che delle eccedenze di versamento delle ritenute, anche dei rimborsi / bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, rimborsi da mod. 730 e Bonus Renzi € 80);

- ai soggetti “privati” (non titolari di partita IVA) per la presentazione dei mod. F24 contenenti compensazioni (a prescindere dal possesso o meno della partita IVA).

 

In relazione al tipo di soggetto e alla necessità di utilizzare crediti in compensazione le modalità di utilizzo del modello F24 sono le seguenti:

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CIRCOLARE N.8-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: DICHIARAZIONI D'INTENTO DAL 2020

Nelle more dell’emanazione da parte dell’AE del provvedimento attuativo e in attesa di ulteriori chiarimenti, si ricordano nella presente circolare le novità introdotte dall’articolo 12-septies D.L. 34/2019 (c.d. “Decreto crescita”) relative alle dichiarazioni d’intento, in parte già anticipate nella ns circolare 20/2019

Dallo scorso 1° gennaio 2020 sono entrate in vigore le disposizioni dell’art. 12-septies del DL 34/2019 che modificano gli adempimenti posti a carico di esportatori abituali e loro fornitori.

L’articolo in commento prevedeva, tra l’altro, l’emanazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un provvedimento attuativo che definisse in maniera chiara gli adempimenti specifici (entro il 29/08/2019), ma ad oggi lo stesso non risulta ancora approvato.

L’articolo 12-septies D.L. 34/2019 stabilisce sinteticamente che:

a) nelle fatture emesse o nelle dichiarazioni doganali devono essere indicati gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione di intento;

b) sono soppressi alcuni adempimenti relativi all’emissione e al ricevimento delle dichiarazioni di intento (ad esempio, la numerazione progressiva e l’annotazione in apposito registro);

c) sono state inasprite le sanzioni in capo al fornitore che effettua operazioni in regime di non imponibilità Iva, senza aver prima riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione di intento all’Agenzia. Non è più applicabile la sanzione fissa (da 250 euro a 2.000 euro), bensì quella proporzionale dal 100% al 200% dell’imposta non applicata.

1. OBBLIGHI DELL’ESPORTATORE ABITUALE:

In base alla nuova previsione normativa l’esportatore abituale:

- continua a trasmettere all’AE il modello di dichiarazione di intento prima dell’operazione al fine di acquistare beni e servizi senza applicazione dell’Iva ai sensi dell’articolo 8, lett. c), D.P.R. 633/1972;

- non è più obbligato a consegnare la dichiarazione d’intento al fornitore, unitamente alla copia della ricevuta di trasmissione telematica. Si ritiene comunque utile (e necessario) che l’esportatore abituale continui a inviare la dichiarazione d’intento ai propri fornitori, con qualsiasi mezzo, anche tramite e-mail o pec, affinché questi ultimi possano prendere ufficialmente conoscenza del fatto che dovranno emettere fatture non imponibili; a livello pratico si ritiene opportuno, altresì, che sia l’esportatore abituale sia il singolo fornitore, provvedano alla conservazione, analogica o digitale, delle dichiarazioni d’intento rispettivamente emesse e ricevute, al fine di non incappare in errori che potrebbero portare anche al c.d. splafonamento;

- non è obbligato ad annotare la dichiarazione nell’apposito registro. 

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