CIRCOLARE N.6-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: SCADENZE FEBBRAIO E MARZO 2020

Come di consueto riportiamo la sintesi di alcune delle principali scadenze di febbraio e marzo 2020:

  • 17 febbraio: versamento dei contributi fissi IVS sul reddito minimale relativi al IV trimestre 2019 da parte dei soggetti iscritti alla gestione Inps – Artigiani e Commercianti;
  • 20 febbraio: versamento da parte della casa mandante dei contributi Enasarco relativi al IV trimestre 2019;
  • 25 febbraio: presentazione dei modelli Intrastat del mese di gennaio. 
  • 28 febbraio: trasmissione telematica all’INPS della domanda per fruire del regime contributivo agevolato per i contribuenti forfettari già esercenti attività d’impresa nel 2019;
  • 28 febbraio: trasmissione telematica al Sistema Tessera Sanitaria (STS) dei dati relativi alle prestazioni veterinarie incassate nel periodo d’imposta 2018;
  • 28 febbraio: Comunicazione cessione ecobonus da parte del potenziale beneficiario, a pena di inefficacia, del riconoscimento in fattura dello sconto o della cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi sulle singole unità immobiliari di riqualificazione energetica effettuate nel 2019;
  • 29 febbraio: effettuare, in alternativa alla stampa, la conservazione digitale dei libri contabili relativi al 2018;
  • 29 febbraio: effettuare la conservazione digitale delle fatture elettroniche relative al 2018;

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CIRCOLARE N.5-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: LA FATTURA DELLE PRESTAZIONI DI SERVIZI

Alla fattura relativa a più prestazioni di servizi effettuate in un mese nei confronti del medesimo cliente non è necessario allegare la lista contenete i dati riepilogativi dei servizi resi. Tale lista quindi non è da inviare allo SdI ma va conservata in forma cartacea o elettronica. L’obbligo di indicazione della natura, qualità e quantità dei servizi resi è assolto con il rinvio in fattura della predetta lista.

 

1. PRESTAZIONI DI SERVIZI: FATTURA DIFFERITA E IMMEDIATA

In merito all'effettuazione di più prestazioni di servizi nello stesso mese nei confronti del medesimo cliente, la fatturazione:

1) è qualificabile come differita, e pertanto può essere emessa (inviata al SdI) entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle suddette prestazioni, qualora si sia verificata l'esigibilità dell'IVA che si realizza, in generale con il pagamento del corrispettivo;

2) non può essere considerata differita nel caso in cui il pagamento non sia intervenuto entro il mese di effettuazione delle prestazioni. In assenza del pagamento, infatti, non si determina l'esigibilità dell'IVA. Pertanto non è esatto parlare di fatturazione riepilogativa differita se il pagamento interviene successivamente all'emissione della fattura.

In questo caso la prestazione non si considera ancora effettuata, né l'imposta è quindi esigibile, al momento della fatturazione: la fattura documenta più prestazioni di servizi rese nel mese, il cui momento impositivo (ossia quello nel quale la prestazione si considera effettuata e, di conseguenza, l'imposta si rende esigibile) coincide con l'emissione della fattura stessa che s’intende quindi come immediata. La fattura immediata va inviata al SdI entro 12 giorni rispetto alla data indicata in fattura.

2. LA LISTA RIEPILOGATIVA DELLE PRESTAZIONI

Relativamente alla fattura differita è richiesto che le prestazioni di servizi siano individuabili attraverso idonea documentazione recante il dettaglio delle operazioni.

A tal fine può essere utilizzata la documentazione commerciale prodotta e conservata per poter individuare con certezza la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti; per es. documento attestante l'avvenuto incasso, contratto, nota di consegna dei lavori, lettera d'incarico, relazione professionale.

Le modalità di compilazione della fattura differita non sono state modificate a seguito della introduzione della fattura elettronica: nella stessa si richiameranno gli estremi dei DDT che potranno essere allegati al file xml.

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CIRCOLARE N.4-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: NUOVE REGOLE COMPENSAZIONE CREDITI MODELLO F24

Come anticipato nella ns. circolare n° 1/20 a decorrere dal 1° gennaio 2020 sono state introdotte rilevanti novità in merito alle modalità di compensazione dei crediti fiscali. Con la presente circolare si forniscono maggiori dettagli in merito 

SOMMARIO

  • ESTENSIONE DELL’OBBLIGO DI UTILIZZO DEI SERVIZI TELEMATICI per mod.f24
  • UTILIZZO IN COMPENSAZIONE CREDITI IRPEF/IRES/IRAP
  • CONTROLLI AGENZIA SU OPERAZIONI A RISCHIO
  • TABELLA CODICI TRIBUTO A CREDITO CHE PERMETTONO LA COMPENSAZIONE INTERNA

 

1. ESTENSIONE DELL’OBBLIGO DI UTILIZZO DEI SERVIZI TELEMATICI PER MOD.F24:

L’obbligo di utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione del mod. F24 ai fini dell’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, è esteso:

1) ai crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta; di conseguenza è necessario l’utilizzo dei predetti servizi per il recupero, tramite compensazione, oltre che delle eccedenze di versamento delle ritenute, anche dei rimborsi / bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, rimborsi da mod. 730 e Bonus Renzi € 80); NB il recupero da parte del sostituto d’imposta delle eccedenze di versamento di ritenute / somme rimborsare ai dipendenti deve necessariamente transitare nel mod. F24; non è infatti possibile scomputare direttamente tali crediti dai successivi versamenti di ritenute;

2) ai soggetti “privati” (non titolari di partita IVA); i servizi telematici dell’Agenzia devono essere utilizzati per la presentazione dei mod. F24 contenenti compensazioni a prescindere dal possesso o meno della partita IVA.

 

NB L’OBBLIGO IN ESAME SUSSISTE INDIPENDENTEMENTE DALL’IMPORTO UTILIZZATO IN COMPENSAZIONE.

Al fine di meglio definire l’ambito applicativo della suddetta novità l’Agenzia ha precisato che l’obbligo riguarda le compensazioni di crediti relativi a:

- IRPEF / IRES e relative addizionali;

- imposte sostitutive;

- IRAP;

- IVA;

- agevolazioni / crediti riportati nel quadro RU del mod. REDDITI;

- sostituti d’imposta (ad esempio, crediti da conguaglio di fine anno / di fine rapporto, crediti da conguaglio assistenza fiscale, Bonus Renzi € 80, crediti per famiglie numerose e per canoni di locazione, crediti da mod. 770).

NB Restano esclusi dalla previsione gli “altri crediti” (ad esempio, relativi ai contributi previdenziali).

Va inoltre evidenziato che l’obbligo di utilizzo dei servizi telematici “non sussiste qualora l’esposizione del credito nel modello F24 rappresenti una mera modalità alternativa allo scomputo diretto del credito medesimo dal debito d’imposta pagato nello stesso modello F24”.

È pertanto confermato che l’utilizzo dei servizi telematici non risulta obbligatorio in presenza di una compensazione “verticale”.

Esempio L’utilizzo in compensazione del credito per saldo IRES (cod. 2003) utilizzato per il versamento del I acconto IRES (cod. 2001) è una compensazione verticale (medesima imposta), in questo caso il mod. F24 può essere presentato anche tramite i servizi di pagamento di banche / Poste / altri prestatori di servizi di pagamento.

NB A prescindere dalla tipologia di compensazione effettuata, il mod. F24 “a zero” va sempre presentato utilizzando esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia.

Le modalità di presentazione del mod. F24, collegate alla qualifica del contribuente (titolare di partita IVA / privato) e alla presenza o meno di compensazione, possono quindi essere così sintetizzate (nella tabella non viene considerato il sostituto d’imposta).

 

DECORRENZA DELLE NUOVE DISPOSIZIONI

Le nuove regole sono applicabili con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.

Di conseguenza, per i crediti maturati nel 2018 restano ferme le precedenti modalità e pertanto il soggetto privato può presentare il mod. F24 contenente compensazioni (sempreché non “a zero”) utilizzando i servizi telematici delle banche / Poste.

Esempio Il sig. Rossi dispone di un credito IRPEF 2018, scaturente dal mod. REDDITI 2019 PF, pari a € 3.500.

Il contribuente può utilizzare il credito nel 2020 utilizzando i servizi telematici di banche / Poste (salvo il caso di F24 “a zero”) fino alla presentazione del mod. REDDITI 2020 PF. Da tale momento l’eventuale residuo credito IRPEF 2018 non utilizzato in compensazione si rigenera quale credito 2019, con conseguente assoggettamento alle nuove regole.

Va evidenziato che per i sostituti d’imposta si è posta la questione dell’operatività delle nuove regole con riferimento ai crediti “maturati” nel 2019, tra i quali il rimborso da mod. 730 e il Bonus Renzi € 80.

Infatti, considerato che il DL n. 124/2019 è entrato in vigore il 27.10.2019, le stesse dovevano risultare applicabili già da tale data.

Tuttavia, tenendo conto del termine di 60 giorni di operatività di nuovi adempimenti previsto dall’art. 3, comma 2, Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), si potrebbe ritenere che l’obbligo in esame decorra dal 27.12.2019, con la conseguenza che ai fini dell’utilizzo in compensazione da parte del sostituto d’imposta dei predetti crediti sia necessario utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia dai mod. F24 presentati dal 16.1.2020.

NB IN CASO DI UTILIZZO DI UN CANALE TELEMATICO DIVERSO DA QUELLO RICHIESTO NON È PREVISTA UNA SPECIFICA SANZIONE. IN TAL CASO SI RITIENE APPLICABILE LA SANZIONE (RESIDUALE) DA € 250 A € 2.000 EX ART. 11, COMMA 1, LETT. A), D.LGS. N. 471/97.

 

2. UTILIZZO IN COMPENSAZIONE CREDITI IRPEF/IRES/IRAP:

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CIRCOLARE N.3-2020/Consulenza del lavoro

OGGETTO: NOVITA' DELLA FINANZIARIA 2020: 2^ PARTE - PROFESSIONISTI E IMPRESE

A fine dicembre è stata approvata la legge di bilancio (c.d. Finanziaria) 2020 che contiene numerose ed importanti novità di carattere fiscale. Con la presente circolare proponiamo la sintesi delle principali novità relative ad imprese e professionisti rinviando a successive circolari gli approfondimenti su argomenti specifici.

 

SOMMARIO

  • Credito di imposta per investimenti (ex super/iper ammortamento)
  • Regime forfettario
  • Credito di imposta ricerca e sviluppo
  • Ripristino ACE
  • Bonus Edicole
  • Fringe Benefit veicoli aziendali
  • Buoni pasto
  • Accisa gasolio commerciale
  • Estromissione immobile ditta individuale
  • Rivalutazione terreni e partecipazioni
  • Rivalutazione beni di impresa
  • Unificazioni IMU e TASI
  • Proroga detrazioni recupero edilizio, risparmio energetico, sismabonus, bonus mobili e bonus verde
  • Bonus facciate

 

1. CREDITO DI IMPOSTA PER INVESTIMENTI (EX SUPER/IPER AMMORTAMENTO):

A partire dal 2020 le agevolazioni riferite al maxi/iper ammortamento sono state abrogate. Al loro posto è stato istituito il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese che dall’1.1.2020:

- fino al 31.12.2020;

ovvero

- fino al 30.6.2021 (a condizione che entro il 31.12.2020 sia accettato il relativo ordine e pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione);

effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture ubicate in Italia.

NB: per la fruizione dell’agevolazione è richiesta un’apposita comunicazione al MISE (ministero sviluppo economico), al quale è demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa.

SOGGETTI BENEFICIARI

Il nuovo credito d’imposta:

- spetta alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito;

- non spetta alle imprese:

  • in liquidazione, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale di cui al RD n. 267/42, al D.Lgs. n. 14/2019 (c.d. “Codice della crisi d’impresa”) ovvero da altre leggi speciali, nonché a quelle che hanno in corso un procedimento per la dichiarazione di una delle predette situazioni;
  • destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.

NB: La spettanza dell’agevolazione in esame è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

INVESTIMENTI AGEVOLABILI

L’agevolazione riguarda gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, nonché quelli in beni immateriali strumentali nuovi di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (comprese le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo di tali ultimi beni, mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza).

Sono ESCLUSI dal beneficio gli investimenti in:

- veicoli di cui all’art. 164, comma 1, TUIR;

- beni materiali strumentali per i quali il DM 31.12.88 prevede un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;

- fabbricati e costruzioni;

- specifici beni rientranti in gruppi particolari (materiale rotabile, condotte per usi civili ecc.);

- beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori acqua/energia/trasporti.

Il credito d’imposta è inoltre escluso per gli investimenti effettuati entro il 30.6.2020, per i quali è stato effettuato l’ordine entro il 31.12.2019 con pagamento di un acconto almeno pari al 20% del costo, per i quali è fruibile il maxi ammortamento per i beni strumentali / iper e maxi ammortamento per i beni immateriali ai sensi dell’art. 1, DL n. 34/2019, secondo la previgente normativa.

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE

Beni di cui alla Tabella A, Finanziaria 2017 (iperammortamento – industria 4.0)

Con riferimento ai beni materiali di cui alla Tabella A, Finanziaria 2017 (per i quali, in precedenza, era riconosciuto l’IPER AMMORTAMENTO del 150% - dal 170% al 50% a seconda del costo), il credito d’imposta spetta in misura “scalettata”, ossia differenziata a seconda del costo di acquisizione degli investimenti.

 

Investimenti:

-Fino a € 2,5 milioni: credito d’imposta 40%

-Da € 2,5 milioni a € 10 milioni: credito d’imposta 20%

 

Per gli investimenti in leasing, rileva il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Beni di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (industria 4.0)

Con riferimento ai beni immateriali di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (per i quali, in precedenza, era riconosciuto il MAXI AMMORTAMENTO del 40%), il credito d’imposta spetta nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 700.000.

Altri beni

Relativamente ai beni agevolabili diversi da quelli di cui alle predette Tabelle A e B, il credito d’imposta spetta nella misura del 6% del costo (comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione, con esclusione degli interessi passivi e delle spese generali), nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 2.000.000.

Per gli investimenti in leasing, rileva il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

NB L’AGEVOLAZIONE IN ESAME, ASSIMILABILE AL PRECEDENTE MAXI AMMORTAMENTO DEI BENI MATERIALI (PARI AL 40% - 30%) È RICONOSCIUTA ANCHE AI LAVORATORI AUTONOMI.

MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in 5 quote annuali di pari importo (3 quote per gli investimenti in beni immateriali) a decorrere:

- dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni;

ovvero

- dall’anno successivo a quello in cui è intervenuta l’interconnessione per gli investimenti in beni di cui alle predette Tabelle A e B.

Qualora l’interconnessione avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello di entrata in funzione, il credito d’imposta può essere fruito per la parte spettante riconosciuta per gli “altri beni” (nella misura del 6%). Di fatto è applicabile il medesimo meccanismo previsto ai fini dell’IPER AMMORTAMENTO: dall’entrata in funzione del bene fino al momento dell’interconnessione era comunque possibile fruire del MAXI AMMORTAMENTO.

CARATTERISTICHE DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta:

- non può essere ceduto/trasferito “neanche all’interno del consolidato fiscale”;

- non è tassato ai fini IRPEF/IRES/IRAP;

- non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi / componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR;

- è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito ai fini IRPEF / IRES e della base imponibile IRAP, non comporti il superamento del costo sostenuto.

ADEMPIMENTI RICHIESTI

Il soggetto beneficiario è tenuto a conservare, a pena di revoca dell’agevolazione, la documentazione attestante l’effettivo sostenimento del costo e la corretta determinazione dell’importo agevolabile.

NB: LE FATTURE/DOCUMENTI DEVONO RIPORTARE L’ESPRESSO RIFERIMENTO ALLE DISPOSIZIONI NORMATIVE IN ESAME.

Relativamente agli investimenti in beni di cui alle predette Tabelle A e B è richiesta una perizia attestante le caratteristiche tecniche dei beni e l’interconnessione al sistema aziendale.

Per i beni di costo unitario pari o inferiore a € 300.000, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

CESSIONE BENE AGEVOLATO

Qualora il bene agevolato sia ceduto a titolo oneroso / destinato a strutture produttive situate all’estero (anche appartenenti allo stesso soggetto) entro il 31.12 del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il credito d’imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.

Il maggior credito, se utilizzato in compensazione, va riversato entro il termine di versamento del saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifica il predetto evento, senza sanzioni ed interessi.

 

2. REGIME FORFETTARIO:

È confermata l’introduzione di una serie di modifiche al regime forfetario che restringono la platea dei soggetti interessati all’adozione dello stesso dal 2020. In particolare le modifiche riguardano le condizioni di accesso/mantenimento del regime, con la conseguenza che molti soggetti forfetari nel 2019 dovranno “ritornare” dal 2020 al regime ordinario.

In sintesi è previsto:

- il mantenimento del limite di ricavi / compensi dell’anno precedente pari a € 65.000;

- la reintroduzione del limite (ora pari a € 20.000) relativo alle spese per lavoro (fino al 2018 fissato a € 5.000).

Rilevanti restrizioni sono introdotte (o meglio reintrodotte) anche per quanto riguarda le cause di esclusione disciplinate dal comma 57 dell’art. 1, Finanziaria 2015.

Sono confermate le incompatibilità introdotte dalla Finanziaria 2019 per i collaboratori familiari, per i soci di società di persone e di srl, nonché per i soggetti che operano prevalentemente nei confronti di committenti ex datori di lavoro nel biennio precedente.

NB: È NUOVAMENTE OPERANTE L’ESCLUSIONE DAL REGIME FORFETARIO PER I SOGGETTI CHE POSSIEDONO REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE / ASSIMILATI ECCEDENTI € 30.000.

Sono pertanto penalizzati i dipendenti e i pensionati con redditi superiori al predetto limite i quali dal 2020 sono obbligati ad applicare il regime ordinario. È confermato che la limitazione non opera per i soggetti che hanno cessato il

rapporto di lavoro; tuttavia si rammenta che il soggetto che cessa il rapporto di lavoro non può adottare il regime forfetario qualora operi prevalentemente nei confronti dell’ex datore di lavoro.

È incentivato l’utilizzo della fattura elettronica prevedendo la riduzione di un anno del termine di decadenza dell’attività di accertamento ex art. 43, DPR n. 600/73.

È infine espressamente prevista la rilevanza del reddito forfetario per il riconoscimento / determinazione delle deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura tributaria.

 

3. DEDUCIBILITÀ IMU:

È confermata per l’anno 2019 la deducibilità ai fini IRPEF/IRES dell’IMU pagata sugli immobili strumentali nella misura del 50%. Per il 2020 e 2021 la deducibilità salirà al 60% e dal 2022 sarà pari al 100%. Resta invece ferma l’indeducibilità ai fini IRAP.

 

4. CREDITO DI IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO:

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