CIRCOLARE N.9-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: MODALITA' DI PRESENTAZIONE F24

Come anticipato nelle ns. circolari precedenti, a decorrere dal 1° gennaio 2020 sono state introdotte rilevanti novità in merito alle modalità di utilizzo e presentazione del mod. F24 sia per i titolari di partita IVA che per i soggetti “privati”.

 

COME SI PRESENTA IL MOD. F24

A seguito delle recenti novità introdotte, le modalità per la presentazione del mod. F24 sono le seguenti:

 

1. F24 CARTACEO:

La presentazione avviene presso una banca/Poste italiane spa o lo sportello di un concessionario della riscossione.

Questa modalità non può essere in ogni caso utilizzata dai titolari di partita IVA, nemmeno per effettuare versamenti non inerenti l’attività quali, ad esempio, l’IMU relativa agli immobili posseduti.

 

2. F24 TELEMATICO - BANCA:

La presentazione avviene telematicamente.

Il file telematico è spedito alla banca la quale effettua l’eventuale addebito e invia il mod. F24 all’Agenzia Entrate. Concretamente vengono utilizzati:

- il servizio bancario (circuito CBI o remote banking);

- i servizi di home banking se l’invio è effettuato dal contribuente.

 

Questa modalità è utilizzata:

- dagli intermediari che inviano un flusso contenente una pluralità di modd. F24 dei propri clienti;

- da ciascun contribuente utilizza in proprio tramite il servizio di home banking fornito dalle banche/Poste italiane.

 

3. F24 TELEMATICO – AGENZIA ENTRATE:

La presentazione avviene telematicamente.

Il file telematico è spedito all’Agenzia delle Entrate e successivamente, se il saldo presenta un debito, l’Agenzia invia il flusso alla banca per l’addebito.

I canali utilizzabili sono:

- Entratel per gli intermediari e i contribuenti di maggiori dimensioni (imprese con più di 20 dipendenti, società capogruppo, ecc.);

- Fisconline per tutti gli altri contribuenti (F24 Web o F24 online).

 

Questa modalità è prevalentemente utilizzata dagli intermediari per inviare il flusso di modd. F24 dei propri clienti attraverso il canale Entratel.

Il suo utilizzo da parte dei singoli contribuenti è subordinato al possesso del PIN rilasciato dall’Agenzia Entrate per utilizzare le procedure FISCONLINE-ENTRATEL.

 

4. LE REGOLE DAL 1.1.2020:

L’obbligo di utilizzare ENTRATEL/ FISCONLINE per la presentazione del mod. F24 ai fini dell’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, è esteso:

- ai crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta; è quindi necessario, per es. per il recupero, tramite compensazione, oltre che delle eccedenze di versamento delle ritenute, anche dei rimborsi / bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, rimborsi da mod. 730 e Bonus Renzi € 80);

- ai soggetti “privati” (non titolari di partita IVA) per la presentazione dei mod. F24 contenenti compensazioni (a prescindere dal possesso o meno della partita IVA).

 

In relazione al tipo di soggetto e alla necessità di utilizzare crediti in compensazione le modalità di utilizzo del modello F24 sono le seguenti:

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CIRCOLARE N.8-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: DICHIARAZIONI D'INTENTO DAL 2020

Nelle more dell’emanazione da parte dell’AE del provvedimento attuativo e in attesa di ulteriori chiarimenti, si ricordano nella presente circolare le novità introdotte dall’articolo 12-septies D.L. 34/2019 (c.d. “Decreto crescita”) relative alle dichiarazioni d’intento, in parte già anticipate nella ns circolare 20/2019

Dallo scorso 1° gennaio 2020 sono entrate in vigore le disposizioni dell’art. 12-septies del DL 34/2019 che modificano gli adempimenti posti a carico di esportatori abituali e loro fornitori.

L’articolo in commento prevedeva, tra l’altro, l’emanazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un provvedimento attuativo che definisse in maniera chiara gli adempimenti specifici (entro il 29/08/2019), ma ad oggi lo stesso non risulta ancora approvato.

L’articolo 12-septies D.L. 34/2019 stabilisce sinteticamente che:

a) nelle fatture emesse o nelle dichiarazioni doganali devono essere indicati gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione di intento;

b) sono soppressi alcuni adempimenti relativi all’emissione e al ricevimento delle dichiarazioni di intento (ad esempio, la numerazione progressiva e l’annotazione in apposito registro);

c) sono state inasprite le sanzioni in capo al fornitore che effettua operazioni in regime di non imponibilità Iva, senza aver prima riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione di intento all’Agenzia. Non è più applicabile la sanzione fissa (da 250 euro a 2.000 euro), bensì quella proporzionale dal 100% al 200% dell’imposta non applicata.

1. OBBLIGHI DELL’ESPORTATORE ABITUALE:

In base alla nuova previsione normativa l’esportatore abituale:

- continua a trasmettere all’AE il modello di dichiarazione di intento prima dell’operazione al fine di acquistare beni e servizi senza applicazione dell’Iva ai sensi dell’articolo 8, lett. c), D.P.R. 633/1972;

- non è più obbligato a consegnare la dichiarazione d’intento al fornitore, unitamente alla copia della ricevuta di trasmissione telematica. Si ritiene comunque utile (e necessario) che l’esportatore abituale continui a inviare la dichiarazione d’intento ai propri fornitori, con qualsiasi mezzo, anche tramite e-mail o pec, affinché questi ultimi possano prendere ufficialmente conoscenza del fatto che dovranno emettere fatture non imponibili; a livello pratico si ritiene opportuno, altresì, che sia l’esportatore abituale sia il singolo fornitore, provvedano alla conservazione, analogica o digitale, delle dichiarazioni d’intento rispettivamente emesse e ricevute, al fine di non incappare in errori che potrebbero portare anche al c.d. splafonamento;

- non è obbligato ad annotare la dichiarazione nell’apposito registro. 

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CIRCOLARE N.7-2020/Consulenza aziendale

OGGETTO: DURC FISCALE: APPROVAZIONE DEL MODELLO

Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha approvato lo schema del certificato, c.d. “DURC − fiscale”, che consente ai soggetti interessati di evitare gli obblighi connessi con i contratti di appalto “labour intensive”. La sussistenza degli specifici requisiti previsti per il rilascio del certificato è verificata dall’Agenzia delle Entrate. Il certificato è messo a disposizione dell’impresa interessata a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e ha validità di 4 mesi dalla data di rilascio.

Come riportato nella ns. Circolare n° 1/20, il Collegato alla Finanziaria 2020 ha introdotto specifici adempimenti / obblighi nell’ambito dei contratti di appalto / subappalto, caratterizzati da “prevalente utilizzo di manodopera” (c.d. “labour intensive”).

In pratica, i soggetti che affidano il compimento di un’opera / più opere o di uno / più servizi di importo complessivo annuo superiore a € 200.000 a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da:

- prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente;

- utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma;

DEVONO richiedere all’impresa appaltatrice / affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia dei modd. F24 relativi al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente / assimilati e dell’addizionale regionale / comunale IRPEF trattenute dall’impresa appaltatrice / affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera / servizio.

In pratica:

  • l’impresa appaltatrice / affidataria / subappaltatrice effettua il versamento delle ritenute operate mediante distinti mod. F24 per ciascun committente, senza possibilità di compensazione;
  • il committente ne verifica l’avvenuto versamento. A tal fine il committente deve richiedere all’impresa appaltatrice / affidataria / subappaltatrice copia dei modd. F24, che la stessa deve rilasciare entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente / assimilati e dell’addizionale regionale / comunale IRPEF trattenute dall’impresa appaltatrice / affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera / servizio. 

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CIRCOLARE N.3-2020/Consulenza del lavoro

OGGETTO: GUIDA ALL'USO DEI BUONI PASTO

La legge di bilancio recentemente approvata aumenta la deducibilità dei buoni pasto elettronici e la diminuisce invece per quelli cartacei:

- da 5,29 a 4 euro giornalieri per i buoni cartacei;

- da 7 a 8 euro al giorno per gli elettronici.

 

1. DEFINIZIONE DI BUONO PASTO

Il buono pasto rappresenta una sorta di voucher - cartaceo o elettronico - che attribuisce a chi ne è il titolare il godimento di una prestazione ben precisa: il servizio sostitutivo di mensa.

Il datore di lavoro può decidere di erogare il buono pasto ai propri dipendenti per supportare il costo della consumazione per il pranzo o la spesa di beni alimentari presso gli esercizi convenzionati che accettano questa forma di pagamento.

  

2. TRATTAMENTO FISCALE

Questo tipo di benefit, se erogato alla totalità o a categorie omogenee di lavoratori nella misura di uno per ogni giorno effettivamente lavorato (escludendo i giorni in cui sono stati riconosciute indennità sostitutive per cui si è già goduto di benefici fiscali), ne permette la detassazione secondo le soglie di esenzione sotto riportate: 

Tipologia

Limite esenzione 2019

Nuovo limite esenzione 2020

Buono pasto/ticket cartaceo

€ 5,29

€ 4,00

Buono pasto/ticket elettronico

€ 7,00

€ 8,00

 

Il limite di esenzione va verificato facendo riferimento unicamente al valore nominale dei buoni erogati.

I buoni pasto possono essere erogati ai lavoratori dipendenti a tempo pieno o parziale (anche se l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto) ed ai collaboratori. 

NB. L’acquisto è completamente deducibile dal reddito di impresa.

A seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina prevista dalla Legge di Bilancio, l’eccedenza tra valore facciale e il nuovo limite di 4 euro è divenuta completamente imponibile ed i datori di lavoro dovranno applicare le ritenute fiscali e previdenziali sui buoni pasto cartacei erogati, con valore nominale superiore a 4 euro.

 

3. VOUCHER CARTACEO ED ELETTRONICO

Sul mercato esistono diverse società (debitamente autorizzate) che emettono buoni pasto in forma cartacea ed elettronica, con caratteristiche differenti e circuiti propri. In presenza di un certo numero di dipendenti, l’azienda potrà evidentemente ottenere condizioni di vantaggio (per es.: sconto sul valore facciale del buono).

Nella scelta della società emittente e del tipo di buono è importante tenere in considerazione la diffusione degli esercizi convenzionati sul territorio interessato dall’azienda.

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